| Il
problema è la rimozione dei prodotti di corrosione,
incrostati e stratificati, sulla superficie del metallo, mantenendo
però intatta la patina originale. Il bronzo è
il risultato di una lega, tra il rame, lo stagno e il piombo,
che in superficie si altera con facilità, formando
uno strato più o meno compatto di prodotto di corrosione
che generalmente prende il nome di “patina”. Essa
conferisce al metallo un aspetto diverso da quello originale,
volutamente caratterizzato dalla sensibilità dell’artista.
Lo strato se è sano risulta sottile, stabile e compatto;
se invece risulta spesso e polverulento, agisce da impacco
spugnoso e mantiene agenti corrosivi e umidità a contatto
diretto e continuo con il metallo. Il primo intervento di
restauro consisterà nell’assottigliare ed asportare
lo strato periferico, alterato e decoeso, della patina; per
motivi sia tecnici che estetici la parte a diretto contatto
con il bronzo, più tenace, sarà conservata.
A tal fine vengono
utilizzati sistemi meccanici quali micro frese, vibro incisori,
bisturi, raschietti, ecc. Quindi il metallo sarà deterso
con acqua demineralizzata addizionata con detergente neutro
. Solo quando sarà ultimata la pulitura si procederà
alla stuccatura. In questa fase bisogna contemplare la possibilità
di rinvenire delle sigillature o delle vecchie riparazioni,
apportate da restauri o manutenzioni precedenti, che la pulitura
avrà reso visibili. In molti casi queste non sono più
confacenti, per funzione e cromia , all’intervento di
restauro, e quindi saranno asportate. Il trattamento anticorrosivo
verrà eseguito con bentriazolo in alcool puro.
Nella stuccatura del
bronzo bisogna tenere conto che alcuni tipi di fori e le cricche
non vengono sigillate , poichè sono parte integrante
della tecnica esecutiva e quindi dell’opera stessa.
Le stuccature sul bronzo possono essere realizzate con due
procedimenti diversi. Nella maniera tradizionale si ricorre
ad inserti (chiodi) di piombo, precedentemente sagomati, che
andranno collocati, battendoli con un apposito martello, nei
fori. Per le parti mancanti si ricorrerà allo smontaggio
dell’elemento interessato e al suo trasporto in una
fonderia artistica di fiducia dove, attraverso la tecnica
della cera persa, si ricostruirà il modellato mancante
con del bronzo. Il secondo procedimento contempla l’uso
di resine bicomponenti. Queste vengono rinforzate mediante
l’impiego di fibre sintetiche adatte alle dilatazione
del metallo Una volta indurite, le reintegrazioni vengono
lisciate e colorate a tono. Anche questa tecnica assicura
degli ottimi risultati.
Mediante la reintegrazione
cromatica andremo a ristabilire il colore del bronzo che attraverso
un’attenta riequilibraura della patina ridarà
al metallo il suo originale valore estetico. In questa fase
si utilizzeranno delle sostanze chimiche idonee al trattamento
del metallo. La protezione superficiale sarà realizzata
con cera sintetica microcristallina lucidata a panno, contenente
benzotriazolo, per prolungarne l’azione anticorrosiva.
Ufficio tecnico Coop.
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